I pregi e le potenzialità di una valle di nicchia

La particolarità della Valle Grana – la più corta delle valli cuneesi, con uno sviluppo di 24 km – è di essere un’enclave tra le Valli Stura (a sud) e Maira (a nord). Sulle carte come nella realtà, appare stretta tra questi due giganti (o gigantesse, volendo rispettare la concordanza di genere). Eppure non ne è schiacciata e tantomeno offuscata. Intanto perché i colli di Fauniera ed Esischie la mettono in collegamento rispettivamente con il Vallone dell’Arma (Valle Stura) e quello di Marmora (Valle Maira). La sua peculiarità sta nell’essere in un territorio di nicchia in un’accezione positiva e non riduttiva: vi si concentrano diverse attrattive che meritano di più della classica toccata e fuga.

Superata Caraglio, tipica cittadina che funge da porta di valle, da Monterosso a Campomolino la Grana si mostra incassata, ma una volta giunta a Chiappi si dischiude, e la testata della valle, con i suoi terrazzi pascolivi sormontati dal dolomitico trittico delle Parvo e dal Tibert, pur restando al di sotto dei 2.700 metri trasmette le tipiche, inebrianti sensazioni dell’alta quota.

Castelmagno, raggiungibile in mezzora di auto da Caraglio e 45 minuti da Cuneo, non è un comune vero e proprio ma sta ad indicare un territorio di 15 frazioni tra cui Chiappi.

La principale attrattiva storico-architettonica è indubbiamente il Santuario di San Magno (1760 metri s.l.m.), situato un paio di tornanti sopra “La Font”, costruito a inizio ‘700 ma con opere di epoca precedente. Meta di turismo religioso, dall’estate del 2000 il suo piazzale antistante richiama migliaia di persone per il concerto dei Lou Dalfin, rinomato gruppo di musica occitana.

Autentico simbolo e volano dell’economia e del turismo di questo lembo di Alpi, è il celeberrimo, omonimo formaggio vaccino Castelmagno (eventualmente addizionato con latte ovino e/o caprino in una percentuale che varia dal 5 al 20%); dal 1982 si fregia del riconoscimento nazionale D.O.C. e, dal 1996, di quello europeo D.O.P. Costituisce l’ingrediente principale dei “gnocchi al Castelmagno”.
Negli ultimi 20 anni sono comparsi laboratori artigianali specializzati nella tessitura manuale, nella lavorazione del cuoio, nella scultura del legno, nella produzione di liquori, miele e biscotti artigianali.

In fatto di attività all’aria aperta, per l’estate e l’autunno, la fitta rete di sentieri consente di compiere escursioni per tutti i gusti e livelli di difficoltà. Caldamente consigliato è il Tour delle tre Parvo, specialmente tra maggio e giugno nel periodo della fioritura.
Sentieri che si prestano anche alla passione per la mountain-bike; il giro del Tibert, con eventuale deviazione alla cima Tempesta dal colle Intersile, è in grado di soddisfare i bikers più esperti ed esigenti.
Nella stagione primaverile e invernale le cime Viribian, Viridio, Sibolet, Tempesta e Tibert offrono piacevoli itinerari scialpinistici; per gli amanti delle racchette da neve, sono indicate le escursioni al monte Crocetta (sopra il Santuario) e ai colli Fauniera ed Esischie.

Per i valichi di collegamento citati in apertura, la Valle Grana è ideale come tappa intermedia di affascinanti traversate dal Vallone dell’Arma alla Valle Maira, sia con sci e pelli di foca, sia sui pedali.